
Monteleone
Sull'Etna, un'etichetta un vigneto — la geografia prima del marchio
Monteleone non è una "azienda di famiglia": è una famiglia che ha scelto il vino come forma di vita. Il progetto nasce ufficialmente nel luglio 2017, quando Giulia Monteleone (classe 1989), suo padre Enrico e il compagno Benedetto Alessandro — enologo di mestiere — acquistano un vecchio vigneto di circa due ettari sull'Etna Nord, in Contrada Cuba, a meno di 500 metri di quota, a una trentina di metri dalla Cuba di Santa Domenica, raro gioiello bizantino del IX secolo da cui prende il nome il vino bandiera. La filosofia è dichiarata fin dal primo sorso: un'etichetta, un vigneto. Vinificare separatamente ogni lotto significa per Monteleone rivendicare la "territorialità" come tratto comune del produttore, evitando assemblaggi che diluirebbero le differenze tra contrade e versanti del vulcano. I vigneti si distribuiscono su due versanti e tre contrade: Contrada Cuba a Castiglione di Sicilia (Etna Nord, 500m, con alberello etneo del 1935 oltre alla controspalliera del 1970), Contrada Pontale Palino (Etna Nord, 700m, con 3.000 mq di pre-fillossera ad alberello su piede franco — patrimonio genetico raro), e Sant'Alfio (Etna Est, 900m, Carricante a controspalliera, segnato dall'influenza dello Ionio). In cantina, fermentazioni in tini conici di acciaio e piccoli mastelli, follature manuali, lieviti selezionati per la fermentazione alcolica e indigeni per la malolattica. Maturazione da 12 a 24 mesi in tonneaux di rovere francese da 500 e 700 litri scelti personalmente per garantire tostature gentili. Bianchi tesi e salini sulle sabbie minerali del versante Est, rossi finissimi e di trama leggera sulle sabbie nere del versante Nord, mai legno sovrapposto alla materia.
“Un'etichetta, un vigneto. Vinificare separatamente ogni lotto significa rivendicare la territorialità come tratto comune del produttore: si beve la contrada, non il marchio.”
— Giulia Monteleone, fondatrice (classe 1989)
Visione & Filosofia
Monteleone è la prova che sull'Etna si può essere insieme giovanissimi e prudenti: tre persone, sei etichette, niente fretta di crescere. Mi piace l'idea che ogni bottiglia qui sia il ritratto di una singola parcella — la vigna del 1935 in Cuba, l'alberello pre-fillossera di Pontale Palino, il Carricante in alta quota a Sant'Alfio — e non l'assemblaggio comodo di un'azienda media. È un modo onesto, quasi geografico, di raccontare il vulcano: si beve la contrada, non il marchio.
— Tre persone, sei etichette, un vulcano
I Vini di Monteleone
La nostra selezione dalla cantina

