Anthemis
Monteleone
• Sicilia • Bianco
Perché piace a ENO
Mi piace l'idea che Anthemis sia un Carricante che vive a 900 metri sul versante Est dell'Etna, dove lo Ionio si vede e si sente. Sant'Alfio non è un posto comodo per fare vino bianco: ventoso, piovoso, nuvoloso. È proprio per questo che il Carricante qui resta giovane anche dopo un anno di tonneau — il legno non lo addomestica, lo arrotonda e basta. Naso di agrume bianco e pietra polverosa, bocca dritta e sapida che richiama l'acqua di mare. Lo aprirei oggi su un crudo, fra cinque anni su un pesce arrosto col suo grasso.
— ENO
Anthemis è il vino con cui Monteleone ha esteso la propria mappa dall'Etna Nord al versante Est del vulcano, declinando in chiave Carricante la filosofia della cantina — un'etichetta, un vigneto. Nasce da una singola parcella a Sant'Alfio, a circa 900 metri di quota, dove l'influenza dello Ionio porta vento, piogge e nuvole: condizioni scomode per un bianco, e proprio per questo capaci di forgiarne il carattere teso e salino. La vigna è giovane — impiantata tra il 2008 e il 2012 secondo le diverse versioni della scheda ufficiale — e fa parte di un progetto di lungo termine sul Carricante d'altura, uno dei territori più moderni della Sicilia enologica. Sulle sabbie vulcaniche minerali del versante Est, Anthemis racconta un'Etna marina e d'altitudine.
Monteleone non è una "azienda di famiglia": è una famiglia che ha scelto il vino come forma di vita. Il progetto nasce ufficialmente nel luglio 2017, quando Giulia Monteleone (classe 1989), suo padre Enrico e il compagno Benedetto Alessandro — enologo di mestiere — acquistano un vecchio vigneto di circa due ettari sull'Etna Nord, in Contrada Cuba, a meno di 500 metri di quota, a una trentina di metri dalla Cuba di Santa Domenica, raro gioiello bizantino del IX secolo da cui prende il nome il vino bandiera. La filosofia è dichiarata fin dal primo sorso: un'etichetta, un vigneto. Vinificare separatamente ogni lotto significa per Monteleone rivendicare la "territorialità" come tratto comune del produttore, evitando assemblaggi che diluirebbero le differenze tra contrade e versanti del vulcano. I vigneti si distribuiscono su due versanti e tre contrade: Contrada Cuba a Castiglione di Sicilia (Etna Nord, 500m, con alberello etneo del 1935 oltre alla controspalliera del 1970), Contrada Pontale Palino (Etna Nord, 700m, con 3.000 mq di pre-fillossera ad alberello su piede franco — patrimonio genetico raro), e Sant'Alfio (Etna Est, 900m, Carricante a controspalliera, segnato dall'influenza dello Ionio). In cantina, fermentazioni in tini conici di acciaio e piccoli mastelli, follature manuali, lieviti selezionati per la fermentazione alcolica e indigeni per la malolattica. Maturazione da 12 a 24 mesi in tonneaux di rovere francese da 500 e 700 litri scelti personalmente per garantire tostature gentili. Bianchi tesi e salini sulle sabbie minerali del versante Est, rossi finissimi e di trama leggera sulle sabbie nere del versante Nord, mai legno sovrapposto alla materia.
Il Carricante è il bianco dell'Etna, vitigno d'acidità e di quota più che di frutto. Anthemis lo coglie a 900 metri sul versante Est, dove il mare entra nel bicchiere: agrume bianco, mela renetta, una mineralità "polverosa" da sabbie vulcaniche. Il passaggio in tonneaux non lo aromatizza, ne arrotonda solo la spalla acida — il vino resta dritto, sapido, con un finale che sa di acqua di mare. Un Carricante teso, costruito sulla verticalità più che sulla larghezza.
