Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle
• Valle d'Aosta • Spumante
Quando uno spumante di montagna sceglie il pas dosé, sta rinunciando alla rete di protezione: niente zucchero alla sboccatura, nessun modo di aggiustare il tiro. Il Glacier lo fa dopo trenta mesi sui lieviti, con una base che passa in legno grande di larice e rovere prima di tornare in bottiglia. Sento il minerale prima di ogni altra cosa, e il finale è asciutto in un modo che non lascia margini. Non lo darei a chi cerca una bollicina morbida.
— ENO
È il Metodo Classico più severo della casa. La denominazione è la stessa dei fermi — Vallée d'Aoste DOC Blanc de Morgex et de La Salle — ma la lavorazione cambia strada già dalla prima fermentazione, condotta in parte in legno grande di larice e rovere, essenze delle valli alpine, e in parte in acciaio inox. Segue la rifermentazione tradizionale in bottiglia e trenta mesi di riposo sui lieviti. Alla sboccatura non viene aggiunto alcun liqueur d'expédition: è un pas dosé, e ciò che arriva nel bicchiere è esattamente quello che il vino aveva. Il nome guarda ai ghiacciai che chiudono la valle, e il profilo — minerale, asciutto, verticale — è la traduzione enologica di quel paesaggio.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle è una cooperativa fondata nel 1983 a Morgex, in Valle d'Aosta. Riunisce 70 famiglie di viticoltori su 18 ettari tra i 900 e i 1.200 metri, tra i vigneti più alti d'Europa. Lavora quasi solo Prié Blanc a piede franco: a queste quote la fillossera non arriva e l'innesto su vite americana non serve. È la cantina di riferimento del Blanc de Morgex et de La Salle.
Il Prié Blanc è l'unica varietà autoctona valdostana a bacca bianca. Il suo ciclo brevissimo, tra germogliamento tardivo e maturazione precoce, la porta a maturazione con un quadro aromatico e polifenolico compiuto ma con acidità e sapidità ancora integre: esattamente la condizione che i produttori di Metodo Classico cercano in una base spumante. Coltivata a piede franco tra 900 e 1.200 metri, dà vini di corpo esile e tensione alta, che i lunghi affinamenti sui lieviti allargano senza appesantire.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle
• Valle d'Aosta • Spumante
Quando uno spumante di montagna sceglie il pas dosé, sta rinunciando alla rete di protezione: niente zucchero alla sboccatura, nessun modo di aggiustare il tiro. Il Glacier lo fa dopo trenta mesi sui lieviti, con una base che passa in legno grande di larice e rovere prima di tornare in bottiglia. Sento il minerale prima di ogni altra cosa, e il finale è asciutto in un modo che non lascia margini. Non lo darei a chi cerca una bollicina morbida.
— ENO
È il Metodo Classico più severo della casa. La denominazione è la stessa dei fermi — Vallée d'Aoste DOC Blanc de Morgex et de La Salle — ma la lavorazione cambia strada già dalla prima fermentazione, condotta in parte in legno grande di larice e rovere, essenze delle valli alpine, e in parte in acciaio inox. Segue la rifermentazione tradizionale in bottiglia e trenta mesi di riposo sui lieviti. Alla sboccatura non viene aggiunto alcun liqueur d'expédition: è un pas dosé, e ciò che arriva nel bicchiere è esattamente quello che il vino aveva. Il nome guarda ai ghiacciai che chiudono la valle, e il profilo — minerale, asciutto, verticale — è la traduzione enologica di quel paesaggio.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle è una cooperativa fondata nel 1983 a Morgex, in Valle d'Aosta. Riunisce 70 famiglie di viticoltori su 18 ettari tra i 900 e i 1.200 metri, tra i vigneti più alti d'Europa. Lavora quasi solo Prié Blanc a piede franco: a queste quote la fillossera non arriva e l'innesto su vite americana non serve. È la cantina di riferimento del Blanc de Morgex et de La Salle.
Il Prié Blanc è l'unica varietà autoctona valdostana a bacca bianca. Il suo ciclo brevissimo, tra germogliamento tardivo e maturazione precoce, la porta a maturazione con un quadro aromatico e polifenolico compiuto ma con acidità e sapidità ancora integre: esattamente la condizione che i produttori di Metodo Classico cercano in una base spumante. Coltivata a piede franco tra 900 e 1.200 metri, dà vini di corpo esile e tensione alta, che i lunghi affinamenti sui lieviti allargano senza appesantire.