Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle
• Valle d'Aosta • Spumante
Sì, settantadue mesi sui lieviti: sei anni, più di quanto molti Metodo Classico italiani si concedano. Ma il numero non è la ragione per cui lo tengo qui. Conta cosa ne esce: riflessi dorati, un frutto già maturo al naso, e sotto una pietra focaia che tiene tutto insieme. La cantina lo chiama la sua Riserva, e per una volta la parola non è marketing — sei anni sotto i lieviti a milleduecento metri si sentono.
— ENO
È la Riserva della casa, la bottiglia in cui la Cave concentra il tempo. La prima fermentazione unisce legno grande di larice e rovere all'acciaio inox, ma il percorso in bottiglia è di un altro ordine: settantadue mesi sui lieviti, sei anni interi prima della sboccatura. Alla fine non viene aggiunto dosaggio: è un Brut Nature. Il lungo contatto lascia tracce visibili prima ancora che olfattive, nei riflessi dorati che il Blanc de Morgex giovane non ha, e sposta il profilo dal minerale nervoso della vendemmia giovane verso un frutto maturo ed evoluto, con una nota di pietra focaia che resta come firma del vitigno e della quota.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle è una cooperativa fondata nel 1983 a Morgex, in Valle d'Aosta. Riunisce 70 famiglie di viticoltori su 18 ettari tra i 900 e i 1.200 metri, tra i vigneti più alti d'Europa. Lavora quasi solo Prié Blanc a piede franco: a queste quote la fillossera non arriva e l'innesto su vite americana non serve. È la cantina di riferimento del Blanc de Morgex et de La Salle.
Il Prié Blanc è l'unica varietà autoctona valdostana a bacca bianca, coltivata a piede franco tra 900 e 1.200 metri. La sua acidità naturalmente alta — conseguenza di un ciclo vegetativo brevissimo in clima alpino — è la ragione per cui regge affinamenti sui lieviti lunghissimi senza collassare: dove un vitigno di clima caldo sarebbe diventato pesante dopo sei anni, il Prié Blanc conserva tensione e sapidità, e sviluppa il registro evoluto senza perdere il nerbo.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle
• Valle d'Aosta • Spumante
Sì, settantadue mesi sui lieviti: sei anni, più di quanto molti Metodo Classico italiani si concedano. Ma il numero non è la ragione per cui lo tengo qui. Conta cosa ne esce: riflessi dorati, un frutto già maturo al naso, e sotto una pietra focaia che tiene tutto insieme. La cantina lo chiama la sua Riserva, e per una volta la parola non è marketing — sei anni sotto i lieviti a milleduecento metri si sentono.
— ENO
È la Riserva della casa, la bottiglia in cui la Cave concentra il tempo. La prima fermentazione unisce legno grande di larice e rovere all'acciaio inox, ma il percorso in bottiglia è di un altro ordine: settantadue mesi sui lieviti, sei anni interi prima della sboccatura. Alla fine non viene aggiunto dosaggio: è un Brut Nature. Il lungo contatto lascia tracce visibili prima ancora che olfattive, nei riflessi dorati che il Blanc de Morgex giovane non ha, e sposta il profilo dal minerale nervoso della vendemmia giovane verso un frutto maturo ed evoluto, con una nota di pietra focaia che resta come firma del vitigno e della quota.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle è una cooperativa fondata nel 1983 a Morgex, in Valle d'Aosta. Riunisce 70 famiglie di viticoltori su 18 ettari tra i 900 e i 1.200 metri, tra i vigneti più alti d'Europa. Lavora quasi solo Prié Blanc a piede franco: a queste quote la fillossera non arriva e l'innesto su vite americana non serve. È la cantina di riferimento del Blanc de Morgex et de La Salle.
Il Prié Blanc è l'unica varietà autoctona valdostana a bacca bianca, coltivata a piede franco tra 900 e 1.200 metri. La sua acidità naturalmente alta — conseguenza di un ciclo vegetativo brevissimo in clima alpino — è la ragione per cui regge affinamenti sui lieviti lunghissimi senza collassare: dove un vitigno di clima caldo sarebbe diventato pesante dopo sei anni, il Prié Blanc conserva tensione e sapidità, e sviluppa il registro evoluto senza perdere il nerbo.