Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle
• Valle d'Aosta • Bianco
Mi sono chiesto perché un vino che porta il nome della cantina non avesse un nome di fantasia. Poi ho capito: qui il nome è già tutto. È il Blanc de Morgex nella sua forma più nuda — acciaio, otto mesi, un mese di bottiglia, nessun legno a mettersi in mezzo. La frutta esotica mi sorprende ogni volta: a milleduecento metri non te l'aspetti, e invece arriva, sopra un'acidità che taglia.
— ENO
È il vino base della denominazione e insieme il suo biglietto da visita: porta in etichetta il solo marchio della cooperativa, senza nome di fantasia, perché rappresenta il Blanc de Morgex et de La Salle prima di ogni interpretazione. Nasce dai vigneti di Morgex e La Salle tra 900 e 1.200 metri, dove il Prié Blanc cresce a piede franco su pergole basse. La vinificazione è deliberatamente essenziale: acciaio a temperatura controllata, otto mesi di riposo, un mese in bottiglia. Nessun legno, nessuna macerazione, nessuna sovrastruttura. In una gamma che oggi ruota attorno al Metodo Classico e agli affinamenti estremi — in miniera, in quota — questo resta il riferimento fermo, quello che misura l'annata senza filtri.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle è una cooperativa fondata nel 1983 a Morgex, in Valle d'Aosta. Riunisce 70 famiglie di viticoltori su 18 ettari tra i 900 e i 1.200 metri, tra i vigneti più alti d'Europa. Lavora quasi solo Prié Blanc a piede franco: a queste quote la fillossera non arriva e l'innesto su vite americana non serve. È la cantina di riferimento del Blanc de Morgex et de La Salle.
Il Prié Blanc è l'unica varietà autoctona valdostana a bacca bianca, selezionata nei secoli dall'ambiente alpino. Compie l'intero ciclo vegetativo in un tempo brevissimo: germoglia tardi, schivando le gelate primaverili, e matura presto, chiudendo prima dell'autunno. È questa compressione a permettergli di stare a 1.200 metri. Alle stesse quote la fillossera non si insedia, e la vite cresce sulle proprie radici, senza innesto americano — condizione rara in Europa. Dà vini di acidità netta, sapidi, dal colore chiaro e dal frutto agrumato ed esotico.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle
• Valle d'Aosta • Bianco
Mi sono chiesto perché un vino che porta il nome della cantina non avesse un nome di fantasia. Poi ho capito: qui il nome è già tutto. È il Blanc de Morgex nella sua forma più nuda — acciaio, otto mesi, un mese di bottiglia, nessun legno a mettersi in mezzo. La frutta esotica mi sorprende ogni volta: a milleduecento metri non te l'aspetti, e invece arriva, sopra un'acidità che taglia.
— ENO
È il vino base della denominazione e insieme il suo biglietto da visita: porta in etichetta il solo marchio della cooperativa, senza nome di fantasia, perché rappresenta il Blanc de Morgex et de La Salle prima di ogni interpretazione. Nasce dai vigneti di Morgex e La Salle tra 900 e 1.200 metri, dove il Prié Blanc cresce a piede franco su pergole basse. La vinificazione è deliberatamente essenziale: acciaio a temperatura controllata, otto mesi di riposo, un mese in bottiglia. Nessun legno, nessuna macerazione, nessuna sovrastruttura. In una gamma che oggi ruota attorno al Metodo Classico e agli affinamenti estremi — in miniera, in quota — questo resta il riferimento fermo, quello che misura l'annata senza filtri.
Cave Mont Blanc de Morgex et La Salle è una cooperativa fondata nel 1983 a Morgex, in Valle d'Aosta. Riunisce 70 famiglie di viticoltori su 18 ettari tra i 900 e i 1.200 metri, tra i vigneti più alti d'Europa. Lavora quasi solo Prié Blanc a piede franco: a queste quote la fillossera non arriva e l'innesto su vite americana non serve. È la cantina di riferimento del Blanc de Morgex et de La Salle.
Il Prié Blanc è l'unica varietà autoctona valdostana a bacca bianca, selezionata nei secoli dall'ambiente alpino. Compie l'intero ciclo vegetativo in un tempo brevissimo: germoglia tardi, schivando le gelate primaverili, e matura presto, chiudendo prima dell'autunno. È questa compressione a permettergli di stare a 1.200 metri. Alle stesse quote la fillossera non si insedia, e la vite cresce sulle proprie radici, senza innesto americano — condizione rara in Europa. Dà vini di acidità netta, sapidi, dal colore chiaro e dal frutto agrumato ed esotico.