
Talamonti
Il Montepulciano d'Abruzzo pulito, dove il legno non copre il varietale
Tenuta Talamonti nasce nel 2001 a Loreto Aprutino (PE), sulle colline aprutine ai piedi del Gran Sasso, dall'impegno della famiglia Di Tonno (Antonella Di Tonno e Rodrigo Redmont alla guida; Paolo Benassi enologo). L'azienda lavora 45 ettari su un altopiano di argilla calcarea a 300 m s.l.m., dove il microclima è il risultato dell'incontro tra mitigazione adriatica e ventilazione appenninica — con il Massiccio della Maiella e il Ghiacciaio del Calderone (il più meridionale d'Europa) a chiudere lo scenario a sud. La gamma è costruita sulle varietà identitarie della regione: Montepulciano d'Abruzzo (Modà, Tre Saggi Riserva, Kudos, Rosé Cerasuolo), Trebbiano d'Abruzzo (Trebì, Aternum Riserva) e Pecorino (Trabocchetto), quest'ultimo reintrodotto in via sperimentale dal 2004. Lo stile è riconoscibile: vinificazioni in acciaio inox a temperatura controllata, maturazioni in legno calibrate per non coprire il varietale, ricerca costante di un equilibrio tra concentrazione del frutto, struttura tannica e bevibilità. Talamonti è stata fra le prime aziende familiari italiane del vino ad avviare (dal 2007) un percorso di certificazioni internazionali: oggi vanta BRCGS, IFS, SQNPI, certificazione Vegan, CO2 compensata ed energia rinnovabile. Sul fronte premi, il Rosé 2025 (Cerasuolo d'Abruzzo DOC) ha conquistato il Grand Or al Concours Mondial de Bruxelles e il Trofeo Vinolok come Rivelazione Internazionale Vini Rosati. Il Modà, Montepulciano d'Abruzzo DOC della casa, è citato con regolarità da Wine Spectator, Wine Enthusiast e Robert Parker e ha collezionato Due Bicchieri "Best Buy" sul Gambero Rosso dal 2003 con continuità sorprendente.
“Il nostro obiettivo è una pulizia espressiva del varietale: vinificazioni in acciaio inox a temperatura controllata, maturazioni in legno calibrate per non coprire il frutto. Concentrazione, struttura e bevibilità in equilibrio.”
— Paolo Benassi, enologo Tenuta Talamonti
Visione & Filosofia
Talamonti è una di quelle cantine che, sull'Abruzzo del Montepulciano, gioca una partita precisa: niente muscoli inutili, niente legno che soffoca il frutto. La firma è una pulizia espressiva del varietale che, quando funziona — e nel Modà funziona quasi sempre — restituisce un Montepulciano leggibile, con tannini che spingono ma non graffiano. La cifra di Loreto Aprutino — argilla calcarea, 300 metri, microclima Adriatico-Appennino — è scritta nel bicchiere con onestà. Mi convince soprattutto la coerenza: dal Trebbiano al Cerasuolo al Montepulciano, lo stile non cambia. C'è un'identità di casa.
— Montepulciano leggibile, tannini che spingono ma non graffiano
I Vini di Talamonti
La nostra selezione dalla cantina
