Pietranera
Marco De Bartoli
• Sicilia • Bianco
Perché piace a ENO
Il Pietranera 2022 è un bianco che ti schiaffeggia con l'acidità e ti accarezza con l'aromaticità. Un sorso e senti il vento di Pantelleria che ti scompiglia i capelli, mentre minerali e fiori d'arancio danzano nel bicchiere. In equilibrio su un filo sottile, questo Zibibbo ha il sole della Sicilia nel cuore e la freschezza di un tuffo in mare.
— ENO
Pietranera è un pezzo di storia enologica italiana: il primo Zibibbo secco mai vinificato a Pantelleria. Nel 1989 Marco De Bartoli prese un'uva che l'isola aveva sempre destinato al passito e scelse di portarla in un bianco fermo, una decisione controcorrente che ha aperto la strada all'intera filiera contemporanea dello Zibibbo secco siciliano. Il nome rimanda ai terreni vulcanici scuri e terrazzati su cui crescono viti di oltre sessant'anni, allevate ad alberello pantesco — il sistema iscritto dall'UNESCO nel Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità nel 2014. Tra le contrade Cufurà e Ghirlanda, fra vento costante e mare aperto, Pietranera traduce in calice un paesaggio di pietra lavica e salsedine, e una scelta culturale che ha cambiato il modo di intendere lo Zibibbo.
Marco De Bartoli è una delle cantine più riconoscibili e influenti della Sicilia enologica contemporanea, fondata nel 1978 da Marco De Bartoli (1945-2011) nel baglio di famiglia in Contrada Samperi, alle porte di Marsala. La cantina nasce con un obiettivo radicalmente controcorrente per l'epoca: restituire al Marsala la dignità di grande vino da meditazione, recuperando la tradizione del perpetuo — il metodo solera siciliano caduto in disuso quando il Marsala industriale aveva ridotto la denominazione a vino da cucina. Da quell'intuizione nasce nel 1980 il Vecchio Samperi, vino perpetuo non fortificato, oggi simbolo del recupero della grande tradizione marsalese e benchmark riconosciuto a livello internazionale. Marco De Bartoli ha portato la stessa filosofia anche a Pantelleria, dove nel 1984 acquisisce la tenuta in Contrada Bukkuram. Nel 1989 vinifica il primo Zibibbo secco della storia di Pantelleria — un gesto pionieristico che ha aperto la strada all'intera filiera contemporanea dell'isola. Dopo la sua scomparsa nel 2011 la cantina è guidata dai figli Renato (enologo), Sebastiano e Giuseppina, che hanno raccolto il lavoro del padre con la stessa intransigenza qualitativa. La filosofia è semplice e radicale: solo vitigni autoctoni siciliani (Grillo a Marsala, Zibibbo a Pantelleria), minimo intervento in vigna e cantina, lieviti indigeni, solforosa ridotta al minimo, zero diserbi. A Pantelleria gli alberelli pantesci sono iscritti dall'UNESCO nel Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Riconoscimenti recenti: Gemma 2025 AIS per Vecchio Samperi, 97/100 Wine Advocate per Padre della Vigna 2021, Top 10 Sweet Wines italiani 2025 per Bukkuram da Decanter.
Lo Zibibbo — il Moscato di Alessandria — è l'uva più profumata di Pantelleria, da sempre votata al dolce. Pietranera lo prende secco, e lì sta la sfida: tenere l'esplosione aromatica di zagara, gelsomino e agrumi senza un grammo di zucchero a sostenerla. Niente legno, solo acciaio, per non sporcare il varietale; breve macerazione a freddo a fissare i profumi. Il risultato è un bianco che profuma di passito ma chiude dritto e salino, figlio degli alberelli in conca e della pietra vulcanica nera.
