Passera Scopaiola
Spaccafico
• Puglia • Rosso
Perché piace a ENO
Quando assaggio questa Passera Scopaiola cerco la pulizia del Nero di Troia interpretato in chiave salentina: non l'austerità tannica del Tavoliere, ma una versione più morbida e immediata. Mi piace come la vinificazione in acciaio lasci parlare il frutto — ciliegia e mora in primo piano, spezia leggera sullo sfondo — e come i tannini siano gestiti per essere subito disponibili. Non gli chiedo di invecchiare a lungo: gli chiedo di accompagnarmi con onestà alla brace o a un tagliere di salumi, e in quel ruolo si esprime con coerenza.
— ENO
Passera Scopaiola è la dichiarazione monovarietale di Nero di Troia all'interno della linea Masseria Spaccafico, il brand di vini di territorio firmato dalla Cantina Paolo Leo di San Donaci. Il nome richiama un piccolo uccello dei boschi italiani — la Prunella modularis — secondo la firma identitaria di una collezione che battezza ogni rosso e ogni rosato con il nome di un passeriforme della fauna locale. È un Nero di Troia interpretato in chiave salentina meridionale, lontano dal Tavoliere d'origine del vitigno, vinificato per essere immediato e beverino piuttosto che strutturato e longevo.
Masseria Spaccafico è la linea di vini di territorio firmata dalla Cantina Paolo Leo di San Donaci (BR), nel cuore del Salento — quella zona di Brindisi dove l'Adriatico e lo Ionio mandano brezze opposte sulla stessa pianura calcareo-tufacea. Dietro il brand c'è una storia di cinque generazioni: il capostipite Antonio Leo cominciò a vinificare ai primi del Novecento alla Masseria Monticello, e da quei venti ettari storici è cresciuta una realtà che oggi imbottiglia circa due milioni di bottiglie all'anno tra due cantine (San Donaci nel Salice Salentino DOC e Monteparano alle porte del Primitivo di Manduria). La gamma Spaccafico è un omaggio sistematico ai vitigni autoctoni pugliesi — Negroamaro, Primitivo, Nero di Troia, Malvasia Nera — con etichette battezzate dai nomi di piccoli uccelli della fauna locale: Balia Nera, Piro Piro, Spioncello, Pettorosa, Passera Scopaiola. Vinificazioni semplici, prevalentemente in acciaio, affinamenti brevi senza l'uso del legno per la maggior parte delle bottiglie. La filosofia dichiarata è l'accessibilità qualitativa: vini fatti per essere bevuti, non collezionati, con un rapporto qualità-prezzo che li tiene saldamente nella fascia entry-level del territorio. È il volto democratico del Salento, dietro cui sta il know-how di una cantina con cinque generazioni di esperienza.
Il Nero di Troia, conosciuto anche come Uva di Troia, è uno dei vitigni autoctoni più antichi e caratteristici della Puglia centro-settentrionale, con patria d'elezione storica nel Tavoliere e nei Monti Dauni. Dal 1995 è ammesso anche nei disciplinari IGT Daunia e IGT Puglia. Vitigno a bacca nera dalla maturazione tardiva, restituisce vini di buon corpo, con tannino presente ma generalmente più morbido rispetto a Negroamaro e Primitivo, e con sentori riconoscibili di ciliegia, mora, piccoli frutti rossi e neri e spezie dolci. Nelle versioni salentine come questa, l'espressione tende a essere più calda e fruttata, con tannini più disponibili.
