Ochetti
Renato Ratti
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Mi piace Ochetti perché è il Nebbiolo che Ratti non ha voluto far crescere troppo in fretta: non un Barolo in tono minore, ma un Nebbiolo del Roero che parla con la propria voce. Viene dal vigneto Ochetti di Monteu Roero, sabbie chiare di formazione marina dove il Nebbiolo perde una parte della sua severità langarola e guadagna in profumo. Dodici mesi di sola botte grande di Slavonia, zero barrique: è una scelta. Quello che mi colpisce è la rosa canina al naso e il tannino già pettinato, che non chiede attesa. Lo aprirei stasera con dei tajarin al ragù, senza pensarci troppo: è il Nebbiolo che educa al Barolo senza l'urgenza di assomigliargli.
— ENO
Ochetti è il nome di un vigneto a Monteu Roero, sulla sponda sinistra del Tanaro, dove il Nebbiolo trova sabbie grosse e terreni più freschi delle marne langarole. Renato Ratti lo identifica come parcella distintiva fin dagli anni Settanta, nella stessa stagione in cui mappa i cru del Barolo con la "Carta" del 1976: scegliere il Roero per il Nebbiolo d'Alba — non solo le Langhe — è già una presa di posizione geografica. Pietro Ratti ne mantiene la vocazione: vinificazione separata, affinamento solo in botte grande di rovere di Slavonia, niente forzature stilistiche. Il vino esce in commercio nella primavera del secondo anno dalla vendemmia, già pronto a essere bevuto, e racconta un altro volto del Nebbiolo — più floreale, meno severo del cugino di La Morra o Serralunga. È la porta d'ingresso al pianeta Ratti per chi vuole capire da dove parte la mano della cantina prima di salire al Marcenasco o al Rocche dell'Annunziata.
Renato Ratti è la cantina fondata nel 1965 da Renato Ratti nei locali dell'Abbazia dell'Annunziata di La Morra, ex monastero duecentesco affacciato sui cru del Barolo. Renato firma nel 1976 la "Carta del Barolo", prima mappa cartografica dei cru della denominazione e documento fondante della cultura cru in Langa. Alla scomparsa di Renato nel 1988, il figlio Pietro raccoglie la guida: trentacinque ettari fra La Morra, Serralunga, Monforte e Monteu Roero, circa 350.000 bottiglie l'anno, una linea modernista temperata dalla scelta sistemica della botte grande di rovere di Slavonia. Pietro presiede dal 2014 il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
Il Nebbiolo è il grande vitigno autoctono delle Langhe e del Roero: maturazione tardiva, raccolta in novembre quando arriva la nebbia da cui prende il nome, base unica di Barolo, Barbaresco, Roero e Nebbiolo d'Alba. Tannino e acidità importanti, colore granato che vira presto, profilo aromatico inconfondibile: rosa, viola, lampone, sottobosco, catrame nei vini maturi. Nel Roero, su suoli sabbiosi, il Nebbiolo esprime una versione più aerea, profumata e di pronta beva, distinta dalle interpretazioni più severe delle marne calcareo-argillose di La Morra, Serralunga o Monforte. Ochetti è esemplare di questa lettura roerina: floreale, fresco, con il tannino già armonico nei primi anni dalla vendemmia.
Ochetti
Renato Ratti
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Mi piace Ochetti perché è il Nebbiolo che Ratti non ha voluto far crescere troppo in fretta: non un Barolo in tono minore, ma un Nebbiolo del Roero che parla con la propria voce. Viene dal vigneto Ochetti di Monteu Roero, sabbie chiare di formazione marina dove il Nebbiolo perde una parte della sua severità langarola e guadagna in profumo. Dodici mesi di sola botte grande di Slavonia, zero barrique: è una scelta. Quello che mi colpisce è la rosa canina al naso e il tannino già pettinato, che non chiede attesa. Lo aprirei stasera con dei tajarin al ragù, senza pensarci troppo: è il Nebbiolo che educa al Barolo senza l'urgenza di assomigliargli.
— ENO
Ochetti è il nome di un vigneto a Monteu Roero, sulla sponda sinistra del Tanaro, dove il Nebbiolo trova sabbie grosse e terreni più freschi delle marne langarole. Renato Ratti lo identifica come parcella distintiva fin dagli anni Settanta, nella stessa stagione in cui mappa i cru del Barolo con la "Carta" del 1976: scegliere il Roero per il Nebbiolo d'Alba — non solo le Langhe — è già una presa di posizione geografica. Pietro Ratti ne mantiene la vocazione: vinificazione separata, affinamento solo in botte grande di rovere di Slavonia, niente forzature stilistiche. Il vino esce in commercio nella primavera del secondo anno dalla vendemmia, già pronto a essere bevuto, e racconta un altro volto del Nebbiolo — più floreale, meno severo del cugino di La Morra o Serralunga. È la porta d'ingresso al pianeta Ratti per chi vuole capire da dove parte la mano della cantina prima di salire al Marcenasco o al Rocche dell'Annunziata.
Renato Ratti è la cantina fondata nel 1965 da Renato Ratti nei locali dell'Abbazia dell'Annunziata di La Morra, ex monastero duecentesco affacciato sui cru del Barolo. Renato firma nel 1976 la "Carta del Barolo", prima mappa cartografica dei cru della denominazione e documento fondante della cultura cru in Langa. Alla scomparsa di Renato nel 1988, il figlio Pietro raccoglie la guida: trentacinque ettari fra La Morra, Serralunga, Monforte e Monteu Roero, circa 350.000 bottiglie l'anno, una linea modernista temperata dalla scelta sistemica della botte grande di rovere di Slavonia. Pietro presiede dal 2014 il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani.
Il Nebbiolo è il grande vitigno autoctono delle Langhe e del Roero: maturazione tardiva, raccolta in novembre quando arriva la nebbia da cui prende il nome, base unica di Barolo, Barbaresco, Roero e Nebbiolo d'Alba. Tannino e acidità importanti, colore granato che vira presto, profilo aromatico inconfondibile: rosa, viola, lampone, sottobosco, catrame nei vini maturi. Nel Roero, su suoli sabbiosi, il Nebbiolo esprime una versione più aerea, profumata e di pronta beva, distinta dalle interpretazioni più severe delle marne calcareo-argillose di La Morra, Serralunga o Monforte. Ochetti è esemplare di questa lettura roerina: floreale, fresco, con il tannino già armonico nei primi anni dalla vendemmia.
