Integer Grillo
Marco De Bartoli
• Sicilia • Bianco
Perché piace a ENO
Integer Grillo 2021 è un bianco che non si fa mettere in un angolo. L'acidità ti sveglia come una sveglia non richiesta, ma è proprio quello il suo fascino. I profumi di albicocca e arancia candita giocano a nascondino, mentre il finale ti saluta e se ne va senza troppa fretta. Un vino che non cerca l'equilibrio, ma sa come divertirsi.
— ENO
A Contrada Samperi, nel cuore della Marsala di Marco De Bartoli, il Grillo non è soltanto un vitigno bianco: è la vera base storica del Marsala, recuperata e rilanciata come bandiera di un territorio. Integer nasce da questa eredità e ne rappresenta la versione più radicale — il nome, dal latino "intatto, integrale", dichiara l'intenzione di lasciar parlare l'uva e il suolo calcareo di medio impasto battuto dal vento di mare della Sicilia occidentale. È un vino-manifesto della filosofia di Samperi: difendere la tradizione facendola evolvere, senza ricorrere a etichette di movimento. Da vigne ultraventennali tendenti al sabbioso, il Grillo racconta una Marsala fatta di luce, salsedine e identità varietale, lontana dall'immagine dei soli vini liquorosi.
Marco De Bartoli è una delle cantine più riconoscibili e influenti della Sicilia enologica contemporanea, fondata nel 1978 da Marco De Bartoli (1945-2011) nel baglio di famiglia in Contrada Samperi, alle porte di Marsala. La cantina nasce con un obiettivo radicalmente controcorrente per l'epoca: restituire al Marsala la dignità di grande vino da meditazione, recuperando la tradizione del perpetuo — il metodo solera siciliano caduto in disuso quando il Marsala industriale aveva ridotto la denominazione a vino da cucina. Da quell'intuizione nasce nel 1980 il Vecchio Samperi, vino perpetuo non fortificato, oggi simbolo del recupero della grande tradizione marsalese e benchmark riconosciuto a livello internazionale. Marco De Bartoli ha portato la stessa filosofia anche a Pantelleria, dove nel 1984 acquisisce la tenuta in Contrada Bukkuram. Nel 1989 vinifica il primo Zibibbo secco della storia di Pantelleria — un gesto pionieristico che ha aperto la strada all'intera filiera contemporanea dell'isola. Dopo la sua scomparsa nel 2011 la cantina è guidata dai figli Renato (enologo), Sebastiano e Giuseppina, che hanno raccolto il lavoro del padre con la stessa intransigenza qualitativa. La filosofia è semplice e radicale: solo vitigni autoctoni siciliani (Grillo a Marsala, Zibibbo a Pantelleria), minimo intervento in vigna e cantina, lieviti indigeni, solforosa ridotta al minimo, zero diserbi. A Pantelleria gli alberelli pantesci sono iscritti dall'UNESCO nel Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità. Riconoscimenti recenti: Gemma 2025 AIS per Vecchio Samperi, 97/100 Wine Advocate per Padre della Vigna 2021, Top 10 Sweet Wines italiani 2025 per Bukkuram da Decanter.
Il Grillo è il bianco siciliano della sapidità e del sole, ma qui De Bartoli lo prende per intero — integer — e lo lascia parlare senza rete: una parte fermenta sulle bucce in legno esausto, una parte in anfora di terracotta, senza solforosa né filtrazione. Ne esce un Grillo che non profuma di frutto facile ma di uva passa, agrumi canditi, mandorla e miele, con un tannino bianco percepibile che dà presa al sorso. Un vitigno marsalese riportato alla sua forma più antica e materica.
