Trevigne
Domenico Clerico
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Non dovrei amare una Barbera così. Domenico l'ha messa nelle stesse vigne del Ciabot Mentin — Ginestra, terra da Barolo — e l'ha fatta passare sedici mesi tra barrique francese e botte grande da 50 hL: l'ortodossia modernista che negli anni Ottanta sarebbe stata una bestemmia per chiunque difendesse la regina della Langa. E invece la Trevigne mi convince. La apro a sedici gradi: mora matura, prugna, cacao amaro, vaniglia integrata, una nota di tabacco dolce. La bocca è ampia ma l'acidità tipica della Barbera tiene tutto in equilibrio. È un vino che dice una cosa precisa: la regina della Langa merita lo stesso rispetto del re, e per questo va trattata con la stessa cura. Vince la mia diffidenza.
— ENO
La Barbera è la regina della Langa, e per Domenico Clerico meritava un vino orchestrale. Trevigne nasce nel 1989 con un'idea precisa: comporre la Barbera attraverso tre voci diverse — tre parcelle con esposizioni distinte che insieme cercano l'equilibrio fra la morbidezza tipica del vitigno e l'acidità vibrante che ne è la firma. Due delle tre vigne sono nel cru Ginestra, lo stesso da cui nasce il Ciabot Mentin che ha fatto la storia della cantina; la terza è in San Pietro. È una Barbera importante, pensata per la struttura più che per la beva immediata: l'uso paritetico di barrique francese e botte grande da 50 hL — quest'ultima reintrodotta dalla cantina negli ultimi anni — racconta proprio la sintesi tra modernismo originario e ritorno alla tradizione.
Domenico Clerico è una cantina di Monforte d'Alba fondata nel 1976, quando Domenico prese in mano i 4 ettari del padre Clemente e nel 1978 firmò la sua prima vendemmia con il Visadì Dolcetto. Negli anni Ottanta diventò uno dei volti dei Barolo Boys insieme a Elio Altare, Luciano Sandrone e Roberto Voerzio — il gruppo di vignaioli che portò in Langa rese basse, fermentazioni controllate e barrique francese, riscrivendo lo stile del Barolo moderno. Da quella stagione nacquero i vini che ne hanno fatto la storia: il Ciabot Mentin in Ginestra dal 1982 — dedicato al padre — il Pajana, il Percristina in Mosconi per la figlia, e dal 2006 l'Aeroplanservaj a Serralunga d'Alba. Oggi la cantina lavora 21 ettari tra Monforte e Serralunga, sotto la guida della moglie Giuliana e del team enologico diretto da Oscar Arrivabene, che porta avanti la visione del fondatore — scomparso nel luglio 2017 — affiancando alla barrique anche la botte grande in un dialogo più maturo tra modernismo e tradizione. I cru centrali restano Ginestra, Bussia, Mosconi e San Pietro; Serralunga è la più recente fuga lirica del fondatore.
La Barbera è il vitigno autoctono più diffuso del Piemonte, documentata nel Monferrato dal XVIII secolo. Varietà a bacca nera vigorosa, generosa nelle rese, adattabile a molti terreni. Le sue firme sono un'acidità marcata che la rende gastronomica e un tannino contenuto. È chiamata "la regina della Langa" per la sua ubiquità nelle tavole quotidiane, ma negli ultimi decenni i grandi produttori le hanno dedicato vigne nobili e affinamenti lunghi in legno. Profilo: frutta nera (mora, prugna), viola, cacao; con barrique vaniglia e tabacco. Versioni di alta gamma come Trevigne mostrano sorprendente potenziale di invecchiamento.
