Sostegno
Marchesi Alfieri
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Il Sostegno 2021 lo apro quando voglio raccontare una storia, non solo bere bene: è il vino che mette in bottiglia il matrimonio del 1851 fra Alfieri e Cavour, Barbera e Pinot Nero nello stesso bicchiere. Naso di ciliegia che vira sui frutti di bosco, bocca morbida e larga con la spinta tannica del Pinot Nero a chiudere il sorso. Funziona giovane ma sa anche aspettare: lo terrei in cantina 3-4 anni senza problemi.
— ENO
Il toponimo Sostegno rimanda al ramo familiare Alfieri di Sostegno e in particolare a Carlo, che nel 1851 sposò Giuseppina Benso di Cavour. Fu proprio Camillo Benso di Cavour, su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart, a introdurre il Pinot Nero nelle vigne degli Alfieri in quello stesso 1851. Il vino è quindi una dichiarazione storica oltre che enologica: rappresenta in bottiglia il dialogo fra una famiglia astigiana barberista e l'influenza francese cavouriana, fra terroir autoctono e ambizione internazionale. I due vitigni vengono vinificati separatamente e assemblati solo dopo l'inverno, in una formula lenta e coerente con l'identità della cantina post-1988.
Marchesi Alfieri è una storica azienda agricola del Piemonte, con sede nel castello di San Martino Alfieri tra le colline del Monferrato astigiano, a metà strada fra Asti e Alba. Gli archivi di famiglia attestano vigne sul colle già dal 1337, mentre il feudo viene concesso agli Alfieri nel 1616 da Carlo Emanuele I di Savoia; la cantina storica in mattoni e la trasformazione barocca del complesso datano 1696, anno che la famiglia ha scelto come pietra miliare nel proprio claim. Nel 1851 il matrimonio fra Carlo Alfieri di Sostegno e Giuseppina Benso di Cavour porta in tenuta l'influenza di Camillo Benso di Cavour, che — su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart — introduce in Piemonte il Pinot Nero proprio attraverso queste vigne. Dopo il passaggio del 1982 a Casimiro San Martino di San Germano, dal 1988 l'azienda è guidata dalle tre figlie Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano. Dal 1999 il direttore tecnico ed enologo è Mario Olivero, il cui arrivo coincide con i tre Tre Bicchieri consecutivi del Gambero Rosso per l'Alfiera Barbera d'Asti Superiore (1999, 2000, 2001). Oggi la tenuta conta 140 ha complessivi di cui 21 ha vitati (16 ha a Barbera, il resto fra Pinot Nero, Grignolino e Nebbiolo) per circa 100.000 bottiglie all'anno, certificata SQNPI per la produzione integrata.
Il blend Barbera-Pinot Nero unisce due vitigni complementari: la Barbera, autoctono del Monferrato astigiano, porta acidità naturale generosa, profilo aromatico di ciliegia e frutta rossa, tannini in genere morbidi; il Pinot Nero, internazionale di origine borgognona introdotto in tenuta nel 1851 da Cavour, porta tannini fini, profilo di frutti di bosco e spezie, tensione finale al sorso. La proporzione precisa non è dichiarata, ma le note ufficiali riconoscono entrambi i contributi. È l'unico vino della gamma Marchesi Alfieri che li mette nello stesso bicchiere.
