Sito dell Ulmo
Planeta
• Sicilia • Rosso
Perché piace a ENO
Se cerchi il Merlot morbido e prevedibile da aperitivo lascia perdere; Sito dell'Ulmo gioca un'altra partita. È un single vineyard dove tutto è cominciato, le vigne piantate nel 1987 sulle rive del Lago Arancio, dove Planeta ha firmato la sua prima vendemmia. Quello che mi colpisce è la parte aromatica scura e balsamica: ribes nero, viola candita, timo e lavanda, prima ancora della polpa. Quattordici mesi in barrique di Allier, metà nuove, ma il sole siciliano dà già abbastanza frutto. Lo aprirei su un coniglio alla cacciatora e lo lascerei invecchiare a lungo.
— ENO
Sito dell'Ulmo è il Merlot single vineyard di Planeta, e forse il vino più carico di storia familiare: nasce nella tenuta Ulmo, a Sambuca di Sicilia, sulle rive del Lago Arancio, dove negli anni Ottanta Diego Planeta avvia il progetto sperimentale che darà vita alla cantina moderna. È qui, in Contrada Ulmo, che nel 1995 Planeta firma la sua prima vendemmia. Le vigne di Merlot, impiantate nel 1987, crescono su suoli di media tessitura, calcarei, ricchi di ciottoli. Il vino è la dimostrazione che un internazionale come il Merlot può avere in Sicilia un'identità precisa, lontana dalla morbidezza didascalica: frutto scuro, ma soprattutto profumi balsamici ed erbe mediterranee. È un cru di origine e di memoria, la radice del progetto Planeta.
Planeta è l'atlante enologico della Sicilia: sei tenute dalla DOC Menfi all'Etna fino a Capo Milazzo, una per ciascuna grande area vitivinicola dell'isola. Dal 1995 la famiglia interpreta i terroir siciliani e rilancia gli autoctoni — Nero d'Avola, Carricante, Frappato, Nocera, Moscato di Noto — tenendo un piede nella tradizione e uno nel mercato globale. Co-fondatrice della Fondazione SOStain Sicilia per la sostenibilità della viticoltura isolana.
Il Merlot è uno dei grandi vitigni rossi internazionali, originario di Bordeaux, amato per la sua polpa morbida e il frutto generoso. In Sicilia, su suoli calcarei e sotto un sole pieno, perde la rotondità facile delle versioni più fresche per guadagnare struttura, calore e un corredo aromatico inatteso, dove al ribes nero e alla prugna matura si affiancano viola, timo, lavanda e menta balsamica. Vitigno duttile e di pronta beva nelle interpretazioni semplici, dà invece — a rese contenute, da singolo vigneto e con affinamento in barrique — rossi di buona concentrazione e di sorprendente capacità di invecchiamento.
