Sansoero
Marchesi Alfieri
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Il Sansoero 2021 è la mia porta d'ingresso preferita al Grignolino: rubino chiaro che non inganna, naso floreale che spiega perché in Piemonte si dice il vino delle dame, finale ammandorlato che chiede subito un altro sorso. Lo verso a 16°C e lo abbino senza paura — vale tanto su una bagna cauda quanto su un fritto di pesce di mare. La Corona Vinibuoni 2021 non è un caso: l'annata è uno dei migliori Sansoero recenti.
— ENO
Il Grignolino è autoctono del Monferrato astigiano, documentato dal XII secolo, ed era storicamente il rosso che le famiglie nobili dell'Astigiano consumavano quotidianamente — il vino delle dame, per la sua delicatezza cromatica e la leggerezza alcolica. Marchesi Alfieri lo coltiva in una parcella su suoli ricchi di argilla e sabbia rossa, condizione pedologica che dà al Sansoero la sua acidità nitida e la persistenza ammandorlata. È stato uno dei pilastri del rilancio aziendale post 1988-1990 e oggi dialoga in carta con i Barbera come la voce fresca, slanciata, da convivio della tradizione.
Marchesi Alfieri è una storica azienda agricola del Piemonte, con sede nel castello di San Martino Alfieri tra le colline del Monferrato astigiano, a metà strada fra Asti e Alba. Gli archivi di famiglia attestano vigne sul colle già dal 1337, mentre il feudo viene concesso agli Alfieri nel 1616 da Carlo Emanuele I di Savoia; la cantina storica in mattoni e la trasformazione barocca del complesso datano 1696, anno che la famiglia ha scelto come pietra miliare nel proprio claim. Nel 1851 il matrimonio fra Carlo Alfieri di Sostegno e Giuseppina Benso di Cavour porta in tenuta l'influenza di Camillo Benso di Cavour, che — su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart — introduce in Piemonte il Pinot Nero proprio attraverso queste vigne. Dopo il passaggio del 1982 a Casimiro San Martino di San Germano, dal 1988 l'azienda è guidata dalle tre figlie Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano. Dal 1999 il direttore tecnico ed enologo è Mario Olivero, il cui arrivo coincide con i tre Tre Bicchieri consecutivi del Gambero Rosso per l'Alfiera Barbera d'Asti Superiore (1999, 2000, 2001). Oggi la tenuta conta 140 ha complessivi di cui 21 ha vitati (16 ha a Barbera, il resto fra Pinot Nero, Grignolino e Nebbiolo) per circa 100.000 bottiglie all'anno, certificata SQNPI per la produzione integrata.
Il Grignolino è uno dei vitigni più antichi e identitari del Piemonte, autoctono del Monferrato astigiano e casalese. L'etimologia del nome — grignola in dialetto piemontese significa vinaccioli, i semi dell'uva — riflette una caratteristica botanica: questo vitigno ha più semi per acino di altre varietà, e questo influenza direttamente la vinificazione. Profilo varietale: bacca nera con basso contenuto di antociani (rubino chiaro), buccia ricca di tannini, acidità naturale alta, aromatico floreale-fruttato (viola, rosa, lampone) con finale ammandorlato caratteristico.
