RCS
Cerminara
• Calabria • Rosso
Perché piace a ENO
Non lo dovrei amare e invece sì: RCS è il primo vino mai fatto dai fratelli Cerminara, tre persone che fino al 2015 facevano altro nella vita — ingegneria meccanica, farmacia, contabilità — e che sono tornate alle vigne del nonno. Gaglioppo 100%, niente correzioni di colore, niente legno: quello che il disciplinare Cirò ammette ma che la Cirò Revolution rifiuta per scelta. Quello che mi colpisce è il rubino scarico trasparente e quel tannino che non chiede sconti. Sento macchia mediterranea e arancia sanguinella, e capisco perché tre fratelli hanno mollato tutto.
— ENO
RCS 2020 è il vino d'esordio della cantina Cerminara: la prima bottiglia mai uscita dai sei ettari familiari dopo la decisione dei tre fratelli, nel 2015, di rimettere in piedi le vigne piantate dal nonno sessant'anni prima. È anche un vino-manifesto. Cerminara aderisce alla Cirò Revolution, il collettivo calabrese nato in opposizione alla modifica del disciplinare Cirò Classico DOC che dal 2010 ammette fino al 10% di uve internazionali a correzione cromatica. Le aziende della Revolution hanno scelto di tornare al monovitigno autoctono, alla macerazione corta, all'acciaio, al colore tenue: RCS è esattamente questo. Saverio Cerminara ha presentato pubblicamente l'annata 2021 di RCS all'evento "Cirò Storia di una rivoluzione" presso l'Enoteca La Botte di Caserta nel marzo 2024.
Cerminara è la cantina artigianale di Cirò Marina (KR), Calabria, gestita dai tre fratelli Pierpaolo, Saverio e Sergio Cerminara, che nel 2015 hanno lasciato i mestieri precedenti (ingegneria meccanica, farmacia, contabilità) per tornare nelle vigne di famiglia. Sei ettari distribuiti tra colline e pianure all'interno della DOC Cirò, sull'areale jonico settentrionale della Calabria, dove le prime viti furono piantate dal nonno circa sessant'anni fa e ampliate da padre e zio. La prima vendemmia firmata Cerminara è la 2020. La cantina aderisce alla Cirò Revolution, il collettivo di vignaioli calabresi nato in opposizione alla modifica del disciplinare Cirò Classico DOC che dal 2010 ammette uve internazionali a correzione cromatica: una scelta editoriale netta a favore del monovitigno autoctono, del colore tenue, del tannino vivace, della sapidità marina. La filosofia operativa è coerente: cura biologica della vigna senza certificazione formale, minimo interventismo in cantina, lieviti indigeni, fermentazioni spontanee, macerazioni misurate, affinamenti integrali in acciaio senza passaggi in legno. Tre vini in gamma — il Cirò Rosso DOC RCS (Gaglioppo 100%), il Cirò Rosato DOC (Gaglioppo 100%), il Calabria IGT Bianco Dune di Marinella (Pecorello + Greco Bianco) — tutti prodotti microscala (~100 casse complessive/anno). Distribuzione selezionata in enoteche specializzate italiane (Apewineboxes, Enoteca Terruli, Santa Maria Fornello Pronto, Tesori di Villa Sostaga) e negli Stati Uniti via Strade Bianche Wines.
Il Gaglioppo è il vitigno autoctono rosso simbolo di Cirò e della Calabria jonica, coltivato nell'areale da oltre 2.500 anni — eredità della colonizzazione greca antica. È considerato dagli ampelografi una delle varietà più antiche d'Italia. Profilo morfologico distintivo: dà rossi di colore scarico tendente al rubino aranciato (mai impenetrabile), acidità importante, tannino strutturato e vivace, profilo aromatico su frutti rossi croccanti (ciliegia, melagrana, ribes), agrumi rossi (in particolare arancia sanguinella), macchia mediterranea e spezie dolci. Per la combinazione 'colore tenue + tannino robusto + acidità marcata' viene spesso accostato strutturalmente al Nebbiolo, pur essendo una varietà ad espressività solare e mediterranea molto diversa. Vinificato in purezza come fa Cerminara per RCS, dà rossi identitari, gastronomici, longevi.
