Mustazzo
Sella & Mosca
• Sardegna • Rosso
Perché piace a ENO
Ti spiego dov'è il trucco. Le uve di questo Cannonau non scendono dai 541 ettari di Sella & Mosca: salgono dalla Barbagia, da alberelli di sessant'anni a 600 metri sopra Mamoiada. La cantina di Alghero ci mette solo le mani, alla fine. Mora, sottobosco, una sapidità che taglia i 15,5 gradi. Il posto conta più del nome.
— ENO
Mustazzo porta la firma della Linea Marras, la collaborazione tra Sella & Mosca è lo stilista algherese Antonio Marras: in etichetta un personaggio baffuto balla nella notte di San Giovanni. Ma la vera scelta della cantina sta nella geografia. Fondata nel 1899 da due piemontesi, dal 2016 nel Gruppo Terra Moretti, Sella & Mosca ha deciso che il suo Cannonau-bandiera non parlasse di Alghero. Per questa bottiglia ha cercato Mamoiada, il villaggio barbaricino che da solo definisce un'idea di Cannonau d'altura. Una dichiarazione di posizione, non una concessione.
Sella & Mosca nasce nel 1899 come operazione pionieristica: due piemontesi, l'ingegnere Erminio Sella e l'avvocato Edgardo Mosca, bonificano i terreni de I Piani ad Alghero, rimuovendo a mano migliaia di massi per trasformare il pascolo in vigneto. Centoventisei anni dopo, il principio resta: domare un territorio mediterraneo per esprimerlo in bottiglia. La cantina lavora su tre denominazioni distinte — Alghero, Carignano del Sulcis a Giba, Vermentino di Gallura a Berchideddu — riconoscendo che ogni microarea risponde diversamente. Dal 2016, con il passaggio al Gruppo Terra Moretti guidato da Francesca Moretti, è iniziata una fase di valorizzazione del patrimonio varietale autoctono: il Torbato, salvato dall'estinzione negli anni '80, è oggi praticamente esclusivo dell'azienda. Sul fronte tecnico, un dream-team riunisce Vezzola, Caviola e Simonit & Sirch. Coesistono produzione di scala e progetti di nicchia come la Linea Marras con lo stilista Antonio Marras.
Il Cannonau è il rosso-simbolo dell'isola: a lungo creduto un Grenache importato dagli spagnoli, è stato riscritto nel 2002 dai vinaccioli ritrovati a Borore, che lo collocano in Sardegna ben prima della dominazione iberica. Mustazzo lo legge nella sua versione d'entroterra: l'escursione termica delle Barbagie tiene viva l'acidità anche dentro una gradazione solare, è le terre granitiche regalano quella speziatura e quel timbro di macchia che nei Cannonau costieri si perdono.
