Maldafrica
COS
• Sicilia • Rosso
Perché piace a ENO
Si chiama Maldafrica perché in siciliano è il nome che si dà a un certo struggimento per le coste che vedi all'orizzonte quando guardi sud. Non lo dovrei amare: è Merlot e Cabernet Sauvignon, due vitigni che negli anni '90 hanno prodotto montagne di rossi sicilianisti standardizzati, gonfi di legno nuovo e di concentrazione. Questo è il loro contrario. È un Bordeaux blend che ha rinunciato a fare il Bordeaux blend: vinificato in anfora di terracotta come tutto il resto in casa COS, maturato in botti grandi e vecchie, senza make-up enologico. Al primo sorso può sembrare quieto. Al secondo capisci che è semplicemente onesto. E al terzo ti chiedi perché tutti gli altri Cabernet siciliani non possano essere così.
— ENO
Il nome Maldafrica è una parola coniata da COS — neologismo siciliano che fonde 'mal' (struggimento, nostalgia) e 'Africa'. Da Vittoria l'Africa è alle spalle del Mediterraneo: si intuisce nei colori della terra rossa, nei carrubi, nell'olivo, nella luce. Il vino è la dichiarazione poetica che ha generato il blend: anche un Bordeaux blend, se lo lasci parlare africano, parla africano. La sfida tecnica è dimostrare che due vitigni iconici della tradizione bordolese — Merlot e Cabernet Sauvignon — in clima caldo-mediterraneo e suoli sub-appenninici pliocenici, fuori dal sistema barrique-nuova degli anni Novanta, possono produrre un rosso del territorio. Maldafrica è il risultato di quella sfida, con gli strumenti tecnici COS: anfora di terracotta in fermentazione, botte grande di Slavonia in maturazione.
COS è la cantina di Vittoria (RG) che ha riscritto la mappa enologica del sud-est siciliano. Nata nel 1980 dall'iniziativa di tre amici ventenni — Giambattista "Titta" Cilia, Giusto Occhipinti, Cirino "Rino" Strano — è oggi il riferimento internazionale del Cerasuolo di Vittoria e dell'uso italiano dell'anfora di terracotta. Il nome è l'acronimo dei cognomi dei tre fondatori. Biodinamica certificata, produzione naturale, vinificazione in pithos di terracotta. Nel 1980 Titta Cilia eredita dal padre Giuseppe un'antica cantina di famiglia e poco più di 3,6 ettari di vigneto ad alberello nella contrada Bastonaca, vicino Vittoria. Convince due amici universitari a vinificare l'uva insieme. Il 5 ottobre 1980 producono 1.470 bottiglie. Sono ufficialmente i più giovani vignaioli d'Italia. Negli anni Novanta studiano le anfore di terracotta; nel 2000 nasce Pithos, primo Cerasuolo di Vittoria fermentato e affinato in anfora. Nel 2005 il Cerasuolo di Vittoria diventa la prima DOCG di Sicilia. Dalla vendemmia 2007 sono anfora-only, con circa 150 pithos installati in cantina. I 40 ettari di vigneto si distribuiscono tra le contrade Bastonaca, Fontane e Vittoria, con una parcella distaccata a Marsala dedicata allo Zibibbo. Terre rosse calcareo-silicee, sabbie sub-appenniniche plioceniche, altimetria 230 metri. La gamma è strutturata su tre famiglie: Cerasuolo di Vittoria DOCG (Classico, Fontane, Bastonaca), Pithos (Rosso da Nero d'Avola, Bianco da Grecanico, Zibibbo in Pithos), mono-vitigno IGP (Frappato, Nero di Lupo, Ramì) e l'internazionale Maldafrica (Merlot/Cabernet). Slow Wine Top Wine 2024 per Pithos Rosso, Wine Enthusiast Top 100 storica. È una cantina che non rincorre niente — e proprio per questo arriva ovunque.
Il blend Merlot-Cabernet Sauvignon è il cuore della tradizione bordolese di Médoc e Pomerol. Il Merlot, originario di Saint-Émilion, è apprezzato per la morbidezza tannica e la generosità di frutta matura (prugna, ciliegia nera, mora). Il Cabernet Sauvignon, anch'esso bordolese, dà struttura, tannino fitto, longevità e una firma aromatica riconoscibile (cassis, foglia di tabacco, grafite, peperone in climi freschi). Il blend classico sfrutta la complementarità: il Merlot ammorbidisce, il Cabernet Sauvignon struttura. In Sicilia entrambi i vitigni sono presenti dagli anni Settanta-Ottanta.
