Leukò
'A Vita
• Calabria • Bianco
Perché piace a ENO
Si chiama Leukò perché in greco vuol dire « bianco », e già il nome dice che qui si gioca con la memoria della Magna Grecia. Ma la cosa che mi spiazza è il Gaglioppo: un'uva rossa che entra per il 30% in un bianco, pressata leggera, a dare nerbo e sale. Il Greco mette la polpa, il Gaglioppo la spina dorsale. È un bianco mediterraneo che non somiglia a nessun altro bianco calabrese che abbia in mente — e per questo lo tengo d'occhio.
— ENO
Leukò nasce dall'incontro tra due autoctoni del Cirò: il Greco Bianco, che porta carica aromatica e materia, e il Gaglioppo, vinificato in bianco con pressatura leggera per dare tensione e sapidità. Francesco De Franco lascia fermentare spontaneamente i mosti con i lieviti della vigna e affina in acciaio sui lieviti per circa otto mesi. Il nome — « bianco » in greco — richiama le radici elleniche di una terra dove la vite cresce da venticinque secoli.
Il Greco Bianco è un autoctono calabrese di grande carica espressiva, qui in maggioranza (70%). Lo accompagna un inconsueto 30% di Gaglioppo vinificato in bianco: l'uva rossa simbolo del Cirò presta al blend struttura, acidità e impronta salina. È un uvaggio territoriale che fa di Leukò un bianco di carattere, lontano dagli standard varietali internazionali.
