La Tota
Marchesi Alfieri
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
La Tota 2020 è il vino che racconta meglio la Barbera Astigiana classica: rubino impenetrabile, prugna matura, una struttura piena bilanciata dalla freschezza del vitigno. Non è un Barbera muscolare, ma neanche solo facile: il segreto è la selezione parcellare — la cantina vinifica vigneti diversi e li assembla solo dopo la malolattica. Funziona oggi con un primo della domenica, ma se la aspetti 5-6 anni in cantina ti restituisce un Barbera maturo, denso, ancora vivo.
— ENO
La Tota è la Barbera d'Asti DOCG storica di Marchesi Alfieri, vino che ha accompagnato il rilancio aziendale post 1988-1990. Il nome in dialetto piemontese significa giovane signora o signorina, ed è il modo con cui in Astigiano si si rivolgeva con rispetto a una giovane donna di rango — un'apostrofe affettuosa e formale. Le uve provengono da vigneti diversi per età, esposizione, terreno e clone, vinificati separatamente e assemblati solo dopo la malolattica: la stessa logica del cru Alfiera, declinata su volumi più accessibili. È il vino-manifesto del rapporto Marchesi Alfieri-Barbera, presente con 16 ha sui 21 vitati della tenuta.
Marchesi Alfieri è una storica azienda agricola del Piemonte, con sede nel castello di San Martino Alfieri tra le colline del Monferrato astigiano, a metà strada fra Asti e Alba. Gli archivi di famiglia attestano vigne sul colle già dal 1337, mentre il feudo viene concesso agli Alfieri nel 1616 da Carlo Emanuele I di Savoia; la cantina storica in mattoni e la trasformazione barocca del complesso datano 1696, anno che la famiglia ha scelto come pietra miliare nel proprio claim. Nel 1851 il matrimonio fra Carlo Alfieri di Sostegno e Giuseppina Benso di Cavour porta in tenuta l'influenza di Camillo Benso di Cavour, che — su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart — introduce in Piemonte il Pinot Nero proprio attraverso queste vigne. Dopo il passaggio del 1982 a Casimiro San Martino di San Germano, dal 1988 l'azienda è guidata dalle tre figlie Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano. Dal 1999 il direttore tecnico ed enologo è Mario Olivero, il cui arrivo coincide con i tre Tre Bicchieri consecutivi del Gambero Rosso per l'Alfiera Barbera d'Asti Superiore (1999, 2000, 2001). Oggi la tenuta conta 140 ha complessivi di cui 21 ha vitati (16 ha a Barbera, il resto fra Pinot Nero, Grignolino e Nebbiolo) per circa 100.000 bottiglie all'anno, certificata SQNPI per la produzione integrata.
La Barbera è il vitigno autoctono per estensione più importante del Piemonte e dell'Astigiano, presente da oltre quattro secoli nei documenti storici. Profilo: bacca nera con buccia di colore intenso, acidità naturale generosa (un tempo considerata debolezza, oggi letta come freschezza e bevibilità), tannini in genere morbidi, profilo aromatico di ciliegia matura, prugna, frutta rossa scura, spezia dolce. In Marchesi Alfieri copre 16 dei 21 ha vitati. La Tota la interpreta con filosofia selezione parcellare da vigneti differenti per età, esposizione e clone.
