HŌRA
'A Vita
• Calabria • Bianco
Perché piace a ENO
Il Mantonico è uno di quei vitigni che la Calabria ha quasi dimenticato, ed è proprio per questo che HŌRA mi incuriosisce. Francesco lo vendemmia nella seconda settimana di settembre, lo cofermenta con un saldo di Greco e lo lascia in acciaio sulle fecce fini: niente legno, solo tensione. Si chiama HŌRA — « l'ora », il momento — e in effetti è un bianco che coglie l'attimo: verticale, salino, di quelli che ti accorgi di aver già svuotato il calice.
— ENO
HŌRA nasce nel 2025 dall'unione di Mantonico (90%) e Greco Bianco (10%), cofermentati fin dalla raccolta. Le vigne, allevate ad alberello e con circa otto anni di età media, crescono su suoli argilloso-calcarei esposti a nord nord-ovest, con rese contenute intorno ai 50 quintali per ettaro. Dopo una pressatura soffice e una fermentazione spontanea, il vino affina in acciaio sulle proprie fecce fini per circa sei mesi. Il nome, dal greco ὥρα (« l'ora »), richiama le radici elleniche del Cirò e uno stile che cerca l'attimo di equilibrio.
Il Mantonico è un autoctono bianco calabrese antichissimo, a lungo confinato ai vini dolci e oggi riscoperto in versione secca per la sua spina acida e la tenuta nel tempo. In HŌRA è in netta prevalenza (90%), affiancato da un saldo di Greco Bianco che arrotonda il frutto. La cofermentazione delle due uve fin dalla raccolta ne integra aromi e struttura, restituendo un bianco teso, sapido e di marcata verticalità.
