Halarà Rosso
Halarà
• Sicilia • Rosso
Perché piace a ENO
Il Parpato non lo conosce quasi nessuno — è un'uva siciliana data quasi per estinta, cugina lontana del Grenache — e Halarà ne fa il cuore del suo rosso. Una parte fermenta sulle bucce per venticinque giorni, una parte a grappolo intero, tutto in acciaio: ne esce un rosso di amarena e spezie, agrumato e salino, vellutato in bocca come pochi. È il tipo di vino che bevo per ricordarmi che recuperare una varietà dimenticata può valere più che piantarne una alla moda.
— ENO
Halarà Rosso nasce da una vigna recuperata in Contrada Abbadessa, a Marsala, dove i sei vignaioli del progetto custodiscono il Parpato, uva rossa reliquia quasi estinta, insieme al Catarratto. La vinificazione è frutto di sperimentazione: una parte delle uve è pigiadiraspata e fermenta sulle bucce per circa venticinque giorni, una parte (circa il 40%) entra a grappolo intero con due settimane di macerazione; fermentazione spontanea in acciaio e sei mesi sulle fecce fini.
Il Parpato — noto anche come « Quattro Rappe » — è un'uva rossa siciliana quasi estinta, parente lontano del Grenache. All'inizio del Novecento era preferito al Pignatello perché più adatto ai terreni siccitosi e ventosi del Marsalese, poi caduto in disuso fino quasi a scomparire. In Halarà Rosso è il vitigno protagonista, accompagnato dal Catarratto a bacca bianca, e regala frutto rosso croccante, spezie e una marcata vena salina.
