Halarà Bianco
Halarà
• Sicilia • Bianco
Perché piace a ENO
Un Catarratto vinificato in ossidativo non è esattamente la prima cosa che ti aspetti dalla Sicilia, ed è per questo che il Bianco di Halarà mi tiene incollato. Pressato senza paura dell'aria, mezzo castagno e mezzo acciaio, un anno ad aspettare: nel bicchiere arrivano il pomodoro arrostito, l'idrocarburo, la ginestra, e poi una bocca acida e tesa che non molla. È il vino di sei amici che hanno deciso di non avere fretta — e si sente.
— ENO
Il Bianco di Halarà è la seconda uscita del progetto: Catarratto in purezza da un singolo vigneto di Contrada Abbadessa, a Marsala, su argille e calcare. I sei vignaioli scelgono la strada più rischiosa, quella ossidativa — pressatura diretta con iperossidazione del mosto, affinamento per metà in castagno e metà in acciaio, un anno in vasca e il resto in bottiglia. Un omaggio ai bianchi marsalesi storici e alla loro attitudine a evolvere nel tempo.
Il Catarratto è il bianco autoctono più diffuso della Sicilia, storicamente legato a Marsala e ai suoi vini ossidativi: tende naturalmente all'ossidazione, ragione per cui è stato a lungo impiegato negli assemblaggi del Marsala. In Halarà è interpretato in purezza e in stile volutamente ossidativo, per esaltarne la complessità e la capacità di maturare in bottiglia.
