Etna Bianco
Planeta
• Sicilia • Bianco
Perché piace a ENO
Mi piace Etna Bianco perché ha smesso di voler somigliare ai bianchi morbidi e fruttati del Sud: il Carricante sul vulcano fa l'esatto contrario, gioca su acidità, sale e pietra. L'ho assaggiato e quello che mi torna è la mandorla fresca con il fico d'India e una nota agrumata che taglia. Fermenta in gran parte in acciaio, con un tocco di legno grande e bâtonnage sulle fecce: tensione, non grasso. Lo verserei ghiacciato su un crudo di mare, ma ha la spina dorsale per invecchiare qualche anno.
— ENO
Etna Bianco è il bianco vulcanico di Planeta, Carricante in purezza dalla tenuta Sciaranuova sul versante nord dell'Etna. Quando Planeta arriva sul vulcano nel 2008, accanto al Nerello Mascalese punta sul grande autoctono a bacca bianca dell'isola, il Carricante, capace come pochi di tradurre in vino la mineralità delle lave. Il vino nasce su suoli vulcanici sabbiosi a quote elevate, dove le forti escursioni termiche preservano acidità e profumi. È un bianco che rifiuta la morbidezza facile per puntare su tensione, sapidità e profilo verticale, e che racconta una Sicilia diversa da quella solare e calda: fresca, d'altura, segnata dal vulcano. Rappresenta la tappa etnea dell'atlante bianco di Planeta.
Planeta è l'atlante enologico della Sicilia: sei tenute dalla DOC Menfi all'Etna fino a Capo Milazzo, una per ciascuna grande area vitivinicola dell'isola. Dal 1995 la famiglia interpreta i terroir siciliani e rilancia gli autoctoni — Nero d'Avola, Carricante, Frappato, Nocera, Moscato di Noto — tenendo un piede nella tradizione e uno nel mercato globale. Co-fondatrice della Fondazione SOStain Sicilia per la sostenibilità della viticoltura isolana.
Il Carricante è il principale vitigno a bacca bianca dell'Etna, autoctono coltivato da secoli sulle pendici del vulcano. Deve il nome alla generosità produttiva ('che carica' i tralci) ma dà il meglio a rese contenute e ad alta quota, dove sviluppa un'acidità spiccata e una mineralità salina inconfondibile. I suoi vini, di colore tenue, profumano di mela verde, agrumi, mandorla fresca, fiori bianchi ed erbe aromatiche, con un sorso teso e sapido che richiama la roccia lavica. È uno dei bianchi italiani più longevi: con gli anni sviluppa note di idrocarburo e miele, evolvendo con eleganza.
