Eruzione 1614 Nerello Mascalese
Planeta
• Sicilia • Rosso
Perché piace a ENO
Mi sono chiesto perché un vino portasse la data di un'eruzione: la colata del 1614 è la più lunga mai registrata sull'Etna, dieci anni di lava, e si fermò proprio al confine delle vigne di Sciaranuova. Bere Eruzione 1614 è capire quel margine. Nerello Mascalese in purezza, sabbie nere vulcaniche oltre gli 840 metri: quello che mi colpisce è la delicatezza, frutti di bosco e fiori secchi su un fondo di cenere e spezia. Tannino fine, niente legno invadente. È un rosso di montagna che sembra leggero e invece dura più di dieci anni.
— ENO
Eruzione 1614 è il Nerello Mascalese di Planeta sull'Etna, dalla tenuta Sciaranuova sul versante nord-est del vulcano, nel comune di Castiglione di Sicilia. Il nome ricorda la colata lavica del 1614, la più lunga eruzione di epoca storica dell'Etna — durò dieci anni — che si arrestò ai confini di questi vigneti. Planeta arriva sull'Etna nel 2008, attratta dalla viticoltura eroica di altura e dai suoli vulcanici, e dedica la tenuta ai due grandi autoctoni del vulcano, Nerello Mascalese e Carricante. Il vino nasce da vigne piantate su sabbie laviche nere ricche di minerali, fra cui parcelle di vecchie viti, a quote elevate dove l'escursione termica disegna profili tesi e profumati. È l'interpretazione di Planeta dell'Etna rosso: eleganza più che potenza, finezza più che muscolo.
Planeta è l'atlante enologico della Sicilia: sei tenute dalla DOC Menfi all'Etna fino a Capo Milazzo, una per ciascuna grande area vitivinicola dell'isola. Dal 1995 la famiglia interpreta i terroir siciliani e rilancia gli autoctoni — Nero d'Avola, Carricante, Frappato, Nocera, Moscato di Noto — tenendo un piede nella tradizione e uno nel mercato globale. Co-fondatrice della Fondazione SOStain Sicilia per la sostenibilità della viticoltura isolana.
Il Nerello Mascalese è il grande rosso autoctono dell'Etna, vitigno tardivo che matura a fine ottobre sulle pendici del vulcano. Spesso paragonato al Pinot Nero e al Nebbiolo per finezza e capacità di trasmettere il terroir, dà vini di colore non intenso ma di grande complessità: frutti di bosco, fiori secchi, erbe aromatiche e una caratteristica nota minerale di cenere e roccia vulcanica. Sui suoli sabbiosi neri dell'Etna, a quote che superano gli 800 metri, esprime tannini fini e una spiccata sapidità, con un profilo teso e longevo che lo ha reso protagonista della rinascita enologica del vulcano.
