Dune di Marinella
Cerminara
• Calabria • Bianco
Perché piace a ENO
Mi piace Dune di Marinella perché è la Calabria che non ti aspetti: niente Gaglioppo, niente rosso identitario — solo Pecorello e Greco Bianco a venti metri dal mare, dentro una riserva naturale dove cresce la rarissima Ginestra Bianca. Quello che mi colpisce è la sapidità: salmastra, quasi iodata, costruita dalla brezza marina e dalla macchia mediterranea che entra in vigna prima ancora che nel calice. Si chiama Dune di Marinella perché viene da lì, letteralmente. Lo metterei sugli spaghetti vongole e bottarga e mi fermerei lì.
— ENO
Dune di Marinella è il vino-controesempio del catalogo Cerminara. In una cantina identificata col Gaglioppo e con il Cirò DOC rosso/rosato, questo bianco IGT racconta un'altra Calabria — quella delle dune costiere, della Ginestra Bianca, del mare. La scelta dei tre fratelli Cerminara di preservare e vinificare una vigna di Pecorello e Greco Bianco — due autoctoni minori del Sud Italia — dentro una riserva naturale è una scelta di posizionamento prima ancora che enologica. La 2022 esce sul mercato seguendo la stessa logica di non-intervento applicata al Cirò Rosso RCS: niente lieviti selezionati, niente filtrazione aggressiva, niente passaggi in legno. Acciaio dalla fermentazione all'imbottigliamento, per lasciar parlare il sale, lo iodio e la frutta bianca della macchia mediterranea costiera.
Cerminara è la cantina artigianale di Cirò Marina (KR), Calabria, gestita dai tre fratelli Pierpaolo, Saverio e Sergio Cerminara, che nel 2015 hanno lasciato i mestieri precedenti (ingegneria meccanica, farmacia, contabilità) per tornare nelle vigne di famiglia. Sei ettari distribuiti tra colline e pianure all'interno della DOC Cirò, sull'areale jonico settentrionale della Calabria, dove le prime viti furono piantate dal nonno circa sessant'anni fa e ampliate da padre e zio. La prima vendemmia firmata Cerminara è la 2020. La cantina aderisce alla Cirò Revolution, il collettivo di vignaioli calabresi nato in opposizione alla modifica del disciplinare Cirò Classico DOC che dal 2010 ammette uve internazionali a correzione cromatica: una scelta editoriale netta a favore del monovitigno autoctono, del colore tenue, del tannino vivace, della sapidità marina. La filosofia operativa è coerente: cura biologica della vigna senza certificazione formale, minimo interventismo in cantina, lieviti indigeni, fermentazioni spontanee, macerazioni misurate, affinamenti integrali in acciaio senza passaggi in legno. Tre vini in gamma — il Cirò Rosso DOC RCS (Gaglioppo 100%), il Cirò Rosato DOC (Gaglioppo 100%), il Calabria IGT Bianco Dune di Marinella (Pecorello + Greco Bianco) — tutti prodotti microscala (~100 casse complessive/anno). Distribuzione selezionata in enoteche specializzate italiane (Apewineboxes, Enoteca Terruli, Santa Maria Fornello Pronto, Tesori di Villa Sostaga) e negli Stati Uniti via Strade Bianche Wines.
Il blend Pecorello + Greco Bianco è una scelta editoriale calabrese, non un assemblaggio internazionale. Il Pecorello è un vitigno autoctono della Calabria centro-settentrionale, storicamente diffuso nell'areale di Cirò: bianco di buona acidità, profilo agrumato (limone, cedro) e floreale, capacità di mantenere freschezza anche in clima caldo costiero. Il Greco Bianco è una varietà bianca antica del Sud Italia, in Calabria associata storicamente all'area di Bianco (RC) per il celebre Greco di Bianco passito ma coltivata in più zone della regione incluso il Cirotano: conferisce struttura, note di pesca bianca matura, miele leggero e finale ammandorlato. Insieme i due vitigni costruiscono un bianco mediterraneo gastronomico, sapido, iodato, capace di reggere abbinamenti complessi con la cucina di mare.
