Dimonios
Sella & Mosca
• Sardegna • Rosso
Perché piace a ENO
Ascolta da dove arriva il nome. Dimonios è l'inno della Brigata Sassari, schierata sul Carso nel 1915 e composta solo da sardi: furono gli austriaci a battezzarli demoni. Da quel canto Sella & Mosca ha preso il titolo per il suo Cannonau-bandiera. Ciliegia, rosmarino, una sapidità iodata che chiude lungo. Il vino è classico. Il nome ti resta addosso.
— ENO
Dimonios è il Cannonau-bandiera di Sella & Mosca, il rosso che la cantina di Alghero manda in giro per l'Italia come ambasciatore commerciale, disponibile fin nella mezza bottiglia e nella magnum. La scelta che lo definisce è il legno: ventiquattro mesi di affinamento, di cui almeno dodici in botte grande di rovere di Slavonia. Non barrique francese, non legno nuovo che profuma di vaniglia: la botte grande della tradizione italiana del rosso, quella che lascia respirare il vino senza riscriverlo. Una Riserva pensata per restare riconoscibile, non per stupire.
Sella & Mosca nasce nel 1899 come operazione pionieristica: due piemontesi, l'ingegnere Erminio Sella e l'avvocato Edgardo Mosca, bonificano i terreni de I Piani ad Alghero, rimuovendo a mano migliaia di massi per trasformare il pascolo in vigneto. Centoventisei anni dopo, il principio resta: domare un territorio mediterraneo per esprimerlo in bottiglia. La cantina lavora su tre denominazioni distinte — Alghero, Carignano del Sulcis a Giba, Vermentino di Gallura a Berchideddu — riconoscendo che ogni microarea risponde diversamente. Dal 2016, con il passaggio al Gruppo Terra Moretti guidato da Francesca Moretti, è iniziata una fase di valorizzazione del patrimonio varietale autoctono: il Torbato, salvato dall'estinzione negli anni '80, è oggi praticamente esclusivo dell'azienda. Sul fronte tecnico, un dream-team riunisce Vezzola, Caviola e Simonit & Sirch. Coesistono produzione di scala e progetti di nicchia come la Linea Marras con lo stilista Antonio Marras.
Il Cannonau è l'uva-simbolo della Sardegna, e questa Riserva la coglie nella sua versione costiera. Le uve nascono nel quadrante sud-est della tenuta di Alghero, dove le argille rosse cariche di ferro affacciano sul mare. E' un terroir diverso da quello d'altura dell'interno: il maestrale e la brezza marina spingono il vitigno verso una gradazione più misurata e verso un timbro di macchia mediterranea, mirto e resina, con quel respiro iodato che firma la Nurra.
