Alghero Torbato DOC Catore
Sella & Mosca
• Sardegna • Bianco
Perché piace a ENO
Ascolta cosa succede in questo calice. E' un bianco, eppure una parte del mosto resta a lungo contatto con la vinaccia, cento giorni: una pratica che appartiene ai vini macerati, non alla scuola classica. Per me è qui che Catore diventa interessante, prima ancora della storia che ha nel nome. Miele, melacotogna, è un sorso che quasi si mastica.
— ENO
Catore è un pugile di Villanova, e il suo nome è una crasi: Cassius Clay più Tore Burruni, l'algherese che il 23 aprile 1965 battè il thailandese Pone Kingpetch e fu campione del mondo. Antonio Marras, algherese pure lui, l'ha trasformato in uno dei quattro personaggi del suo racconto della notte di San Giovanni, quello che dà i nomi alle etichette della Linea Marras di Sella & Mosca. Per dargli un vino, la cantina ha scelto un vigneto preciso dentro i centotrenta ettari coltivati a Torbato della tenuta I Piani: per il personaggio-pugile, una selezione e non un vino di linea.
Sella & Mosca nasce nel 1899 come operazione pionieristica: due piemontesi, l'ingegnere Erminio Sella e l'avvocato Edgardo Mosca, bonificano i terreni de I Piani ad Alghero, rimuovendo a mano migliaia di massi per trasformare il pascolo in vigneto. Centoventisei anni dopo, il principio resta: domare un territorio mediterraneo per esprimerlo in bottiglia. La cantina lavora su tre denominazioni distinte — Alghero, Carignano del Sulcis a Giba, Vermentino di Gallura a Berchideddu — riconoscendo che ogni microarea risponde diversamente. Dal 2016, con il passaggio al Gruppo Terra Moretti guidato da Francesca Moretti, è iniziata una fase di valorizzazione del patrimonio varietale autoctono: il Torbato, salvato dall'estinzione negli anni '80, è oggi praticamente esclusivo dell'azienda. Sul fronte tecnico, un dream-team riunisce Vezzola, Caviola e Simonit & Sirch. Coesistono produzione di scala e progetti di nicchia come la Linea Marras con lo stilista Antonio Marras.
Il Torbato è tra i vitigni più rari d'Italia, e sopravvive quasi solo ad Alghero grazie al recupero di Sella & Mosca. Di solito da' bianchi di struttura piena, con macchia mediterranea, camomilla e un amaro salino in chiusura. Catore lo spinge oltre la sua scuola: lasciando una frazione del mosto a lungo contatto con le bucce, ne tira fuori una trama tannica e materica che di norma a un bianco non appartiene. E' il Torbato letto come se fosse un vino da masticare, non solo da bere.
