Bosset
Marchesi di Barolo
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
Confesso un fastidio: troppi Dolcetto vogliono sembrare rossi seri e robusti. Il Bossèt no, e me lo godo. Macerazione di appena cinque giorni, svinatura prima che finisca di fermentare, poi cemento vetrificato: niente legno, niente sovrastruttura. Rubino con riflessi viola, ciliegia marasca in evidenza, palato secco e di ampia beva. Un Dolcetto che fa il Dolcetto — fresco, fragrante, da bere giovane.
— ENO
Nelle Langhe il Dolcetto era il vino di casa, quello che restava in cantina mentre i Nebbiolo andavano al mercato. Marchesi di Barolo lo iscrive nella linea I Cru Storici e lo vinifica per esaltarne la natura, non per snaturarla: macerazione corta di cinque giorni, svinatura anticipata, affinamento in cemento vetrificato dove la malolattica parte spontanea. Il nome, dal piemontese, richiama il «boschetto». Un vino pensato per esprimersi nei primi anni di vita.
«Conoscenza e rispetto»: due parole che la famiglia Abbona ha scelto come perno della propria filosofia produttiva. Non slogan, ma metodo. Conoscenza dei vitigni autoctoni (Nebbiolo, Barbera, Dolcetto, Arneis, Moscato), delle singole vigne, delle annate. Rispetto delle peculiarità di ogni terroir e delle tradizioni di vinificazione. Il motto operativo è «coniugare tradizione ed evoluzione». L'azienda lavora i principali vitigni delle Langhe, del Roero e del Monferrato vinificando i più prestigiosi cru in purezza — Cannubi, Sarmassa, Coste di Rose. Cinque botti storiche di rovere appartenute alla Marchesa Giulia, restaurate, sono ancora oggi in uso per fare Barolo. La wine library aziendale conserva oltre 30.000 bottiglie storiche risalenti al XIX secolo — non un magazzino, ma un archivio vivente del Barolo come istituzione enologica.
Il Dolcetto è uno dei tre rossi storici delle Langhe, a maturazione precoce, con buccia ricca di pigmento e acidità naturalmente contenuta. Predilige vigneti di buona pendenza su terreni calcarei piuttosto sciolti, con sabbia quarzosa e limo finissimo alternati a strati di arenaria grigia: una composizione che dà alla vite vigoria modesta ed esalta la tipicità varietale. Ne nasce un rosso rubino dalle intense sfumature viola, fresco e fragrante, con la ciliegia marasca come firma aromatica.
