Blanc de Noir
Marchesi Alfieri
• Piemonte • Bianco
Perché piace a ENO
Mi piace pensare che il Pinot Nero di questo Blanc de Noir 2022 venga dalle stesse vigne che Cavour fece piantare in tenuta nel 1851. È spumante, non rosso fermo come gli altri Alfieri: 36 mesi sui lieviti, dosaggio Extra Brut a 4 g/l, una piccola tiratura millesimata vera. Al naso esce subito la pietra focaia, la crosta di pane, l''agrume; al palato è cremoso e lungo. Lo verso a 7°C con crudi di pesce ed è un''altra storia.
— ENO
Il progetto Metodo Classico Blanc de Noir nasce in Marchesi Alfieri nel 2012, con prima annata commerciale 2014, recuperando per la rifermentazione in bottiglia gli spazi delle antiche scuderie settecentesche all''interno del complesso del castello barocco di San Martino Alfieri (1696). Le uve sono Pinot Nero 100% da vigneti di proprietà — lo stesso vitigno del rosso fermo San Germano, introdotto in tenuta nel 1851 da Camillo Benso di Cavour su consiglio dell''enologo francese Louis Oudart. Il Blanc de Noir è il secondo destino di quel Pinot Nero ottocentesco: dal 2012 la varietà che da oltre 170 anni cresce qui si esprime non più solo in rosso ma anche in bollicina.
Marchesi Alfieri è una storica azienda agricola del Piemonte, con sede nel castello di San Martino Alfieri tra le colline del Monferrato astigiano, a metà strada fra Asti e Alba. Gli archivi di famiglia attestano vigne sul colle già dal 1337, mentre il feudo viene concesso agli Alfieri nel 1616 da Carlo Emanuele I di Savoia; la cantina storica in mattoni e la trasformazione barocca del complesso datano 1696, anno che la famiglia ha scelto come pietra miliare nel proprio claim. Nel 1851 il matrimonio fra Carlo Alfieri di Sostegno e Giuseppina Benso di Cavour porta in tenuta l'influenza di Camillo Benso di Cavour, che — su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart — introduce in Piemonte il Pinot Nero proprio attraverso queste vigne. Dopo il passaggio del 1982 a Casimiro San Martino di San Germano, dal 1988 l'azienda è guidata dalle tre figlie Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano. Dal 1999 il direttore tecnico ed enologo è Mario Olivero, il cui arrivo coincide con i tre Tre Bicchieri consecutivi del Gambero Rosso per l'Alfiera Barbera d'Asti Superiore (1999, 2000, 2001). Oggi la tenuta conta 140 ha complessivi di cui 21 ha vitati (16 ha a Barbera, il resto fra Pinot Nero, Grignolino e Nebbiolo) per circa 100.000 bottiglie all'anno, certificata SQNPI per la produzione integrata.
Il Pinot Nero è vitigno internazionale di origine borgognona, a bacca nera con buccia fine e basso contenuto di antociani. Vinificato come Blanc de Noir — bianco da uva nera, con pressatura soffice e senza contatto del mosto con le bucce — perde il colore rosso e restituisce un vino spumante di rara finezza, dove emergono la pietra focaia, gli agrumi e la mineralità tipici della varietà. Nelle vigne degli Alfieri il Pinot Nero arrivò nel 1851 per volontà di Camillo Benso di Cavour, su consiglio dell''enologo francese Louis Oudart. È quindi vitigno di adozione storica lunga, oggi declinato in tenuta sia in rosso fermo (San Germano) sia in spumante Metodo Classico (Blanc de Noir, dal 2014).
