Avnì
Cadia
• Piemonte • Bianco
Perché piace a ENO
"Avnì" in dialetto vuol dire ancestrale, avito — e questo bianco porta addosso le radici di una famiglia, non l'idea di Borgogna che ti aspetti. L'ho trovato sorprendente: oro pallido con riflessi verdi, frutta tropicale, e poi quel respiro di burro e vaniglia che la barrique nuova regala senza mai coprire la sapidità. Mi piace perché Avnì è un bianco langarolo che pensa in grande — gli danno 10-15 anni di vita, e ci credo.
— ENO
Avnì nasce sulle colline di Roddi, tra i 250 e i 350 metri, da Chardonnay in purezza. Il nome — "ancestrale" nel dialetto locale — è un omaggio alle radici della famiglia Cadia. Le uve, raccolte a mano nei primi giorni di settembre, vengono pressate dolcemente e affinate in barrique nuove di rovere francese, dove fermentazione e legno costruiscono un bianco di intensità e respiro. È la prova che, accanto ai grandi rossi, la Langa sa esprimere bianchi di struttura e longevità.
Cadia è un'azienda familiare di Roddi che prende il nome dalla collina omonima. Condotta da Bruno con la famiglia, coltiva 12 ettari di vigneto lungo la dorsale che da Verduno scende verso Roddi, con esposizione Sud-Est, per circa 90.000 bottiglie l'anno tra bianchi e grandi rossi langaroli.
Lo Chardonnay è la più diffusa varietà internazionale a bacca bianca, capace di adattarsi a terroir e interpretazioni diverse: dai bianchi sapidi e freschi alle versioni affinate in legno, ricche e cremose. In Langa trova suoli calcarei che ne esaltano la tensione minerale; il passaggio in barrique nuova ne arrotonda il frutto tropicale aggiungendo note di burro e vaniglia. È un vitigno che premia le annate di piena maturità e tollera bene l'invecchiamento.
