Alfiera
Marchesi Alfieri
• Piemonte • Rosso
Perché piace a ENO
L'Alfiera 2019 è il Barbera d'Asti che cito quando mi chiedono fino a dove può arrivare la Barbera — colore impenetrabile, naso di ciliegia matura e cacao, bocca strutturata che resta lunga. È il cru storico di 4,5 ha che ha portato Marchesi Alfieri nei Tre Bicchieri Gambero Rosso nel 1999, e la 2019 è all'altezza: Annuario 96/100, Doctor Wine 96/100. Si beve bene oggi, ma mi aspetterei 3-4 anni di cantina per la vera complessità — un grande Barbera Superiore ha sempre bisogno di tempo.
— ENO
Il vigneto Alfiera occupa 4,5 ha di Barbera nella parte più vocata della tenuta di San Martino Alfieri ed è il cru storico dell'azienda — non un assemblaggio di parcelle come per La Tota, ma una singola parcella identificata da cui nasce il vino top della cantina. L'arrivo di Mario Olivero come enologo nel 1999 ha coinciso con la consacrazione critica: Tre Bicchieri Gambero Rosso nel 1999, 2000, 2001 consecutivi, poi riconfermati nel 2005 e 2007. Cinque Tre Bicchieri storici documentati che hanno portato Marchesi Alfieri fra le realtà di riferimento per la Barbera Superiore.
Marchesi Alfieri è una storica azienda agricola del Piemonte, con sede nel castello di San Martino Alfieri tra le colline del Monferrato astigiano, a metà strada fra Asti e Alba. Gli archivi di famiglia attestano vigne sul colle già dal 1337, mentre il feudo viene concesso agli Alfieri nel 1616 da Carlo Emanuele I di Savoia; la cantina storica in mattoni e la trasformazione barocca del complesso datano 1696, anno che la famiglia ha scelto come pietra miliare nel proprio claim. Nel 1851 il matrimonio fra Carlo Alfieri di Sostegno e Giuseppina Benso di Cavour porta in tenuta l'influenza di Camillo Benso di Cavour, che — su consiglio dell'enologo francese Louis Oudart — introduce in Piemonte il Pinot Nero proprio attraverso queste vigne. Dopo il passaggio del 1982 a Casimiro San Martino di San Germano, dal 1988 l'azienda è guidata dalle tre figlie Emanuela, Antonella e Giovanna San Martino di San Germano. Dal 1999 il direttore tecnico ed enologo è Mario Olivero, il cui arrivo coincide con i tre Tre Bicchieri consecutivi del Gambero Rosso per l'Alfiera Barbera d'Asti Superiore (1999, 2000, 2001). Oggi la tenuta conta 140 ha complessivi di cui 21 ha vitati (16 ha a Barbera, il resto fra Pinot Nero, Grignolino e Nebbiolo) per circa 100.000 bottiglie all'anno, certificata SQNPI per la produzione integrata.
La Barbera è il vitigno autoctono per estensione più importante del Piemonte. La denominazione Barbera d'Asti Superiore DOCG ha disciplinare più severo della Barbera d'Asti DOCG semplice: rese più basse, gradazione minima 13%, invecchiamento minimo dichiarato. Alfiera la interpreta nella versione più ambiziosa: cru singolo di 4,5 ha, resa per ceppo 1-1,2 kg, fermentazione lunga 15-20 giorni, malolattica in legno con bâtonnage, affinamento esclusivo in barriques rovere francese Allier e Tronçais 225 L e 500 L. Longevità oltre 10 anni dalla vendemmia.
